a leggenda narra che Orchis fosse il figlio di un satiro, dal quale ereditò la lussuria, e di una ninfa, che gli trasmise la bellezza. Ad una festa del dio Bacco,
Orchis tentò di violentare una sacerdotessa commettendo un crimine talmente grave da costargli la vita. Fu allora che gli dei, mossi a pietà, trasformarono i suoi resti in una bellissima pianta, che conserva sotto terra il ricordo della sua lussuria  attraverso due testicoli, che sarebbero poi i rizotuberi di molti generi, che appunto ricordano tali organi maschili.
 Orchidea… è  un nome che  evoca l’immagine di fiori grandi,  vistosi e colorati, che con le loro bizzarre e molteplici forme affascinano chi li guarda. La gran parte di queste piante ha il suo habitat nelle foreste tropicali umide del Sudamerica e dell’Asia Sudorientale, dove il suolo è immerso in una tenebra eterna. Ma le Orchidee tropicali sono specie epifite che vivono nelle chiome degli alberi o sulle forcelle dei rami, cioè ai piani superiori della foresta, dove la luce non manca, non come parassiti ma, per così dire, come inquilini.
Non meno belle ed interessanti sono le Orchidee nostrane. Queste sono piante geofite, cioè terricole, ma per trovarle bisogna darsi un po da fare e camminare fra i prati e i boschi, le colline e la macchia mediterranea, la montagna e i vecchi oliveti, accanto ai ruscelli e alle zone aride, e  altrove. I loro fiori sono piccoli e bisogna osservarli da vicino

per riconoscere tutta la loro bellezza, i loro colori e le loro strane forme. E' interassante osservare il meccanismo di impollinazione delle Ofridi, che è il risultato di una evoluzione parallela fra il fiore e gli insetti durata milioni di anni, in cui i colori, la forma, i peli e finanche il profumo del fiore da un lato, e la struttura degli organi sensoriali nonché il comportamento degli insetti dall’altro, si sono adattati gli uni agli altri. Infatti i fiori sono simili a vespe o a bombi, ed emanano un odore che ricorda quello secreto dalla femmina per attirare i maschi. Questi, tratti così in inganno, tentano invano di accoppiarsi, ricoprendosi così di polline che servirà per fecondare altri fiori.
E’ con vivo interesse e con l’entusiasmo, l’umiltà ed il rispetto del naturalista, che tutti noi dovremmo accedere agli habitat delle Orchidee nei paesi che ancora ne hanno da offrire. Infatti, data la situazione odierna, non possiamo assolutamente permetterci il lusso di cogliere quei pochi e preziosi esemplari che ancora ci sono rimasti. Tanto meno poi dovremmo sradicarle insieme alle radici per trapiantarle in qualche vaso, anche perché la pianta ben difficilmente attecchirebbe, essendo quasi impossibile predisporre tutte le particolarissime condizioni pedoclimatiche di cui necessita. E per classificare con certezza un’Orchidea quasi sempre basta l’osservazione in loco della pianta vivente, a condizione, naturalmente, che si disponga di qualche basilare nozione di botanica. Le Orchidee sono piante rare e assai esigenti per quanto riguarda la natura del terreno, e lo sviluppo di una pianta capace di fiorire può impiegare anche una decina di anni e dipende da molte condizioni.  Infatti numerose specie oggi rischiano di estinguersi in seguito all’uso scriteriato di pesticidi e concimi minerali (cosa che ancora, per fortuna, non si avverte a San Giovanni a Piro). E che dire di tutti quegli ettari di intatto paesaggio naturale che ogni anno cedono il posto a sterili blocchi di cemento o di asfalto, spesso senza una impellente necessità? O degli incendi dei boschi e della macchia mediterranea, che tutti ben conosciamo? Si distruggono così dei valori che non potranno più essere recuperati, in quanto la natura, per creare i sistemi ecologici con i loro complessi rapporti fra gli esseri viventi da una parte, ed il mondo inanimato dall’altro, ha impiegato tempi lunghissimi.
Nel grande sistema ecologico del pianeta Terra, ogni essere vivente non è stato creato per caso: ha un suo posto ed un suo compito, sia quelli che definiamo nocivi, e sia quelli come le Orchidee, dai quali non ci è dato altro vantaggio se non la possibilità di ammirarli nel loro splendore. 

                       

 

Per informazioni: dr. Felice Grieco - tel. 0974983499  E-mail: felicegrieco@libero.it